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A D E L F I A
Situata a circa 150 metri sul livello del mare nella zona della bassa Murgia, a 15 km. da Bari, Adelfia, è nota per essere letteralmente circondata da vigneti a tendone della tipica uva Regina, esportata in tutto il mondo. La produzione di questa frutta pregiata non è solo il simbolo di questa cittadina, ma anche una delle colonne portanti della sua economia. I suoi abitanti, 17200, sono chiamati Adelfiesi.

LA STORIA
La storia di Adelfia è molto particolare. Adelfia, infatti, nasce dalla unione dei due centri medievali di Montrone e Canneto, separati da un ponte lungo novanta metri.
Una pagina fondamentale sulla storia di questi due antichi nuclei, fu scritta il 29 settembre 1927, data in cui, con un Decreto Regio si sancì l’unione dei Comuni di Canneto e Montrone e quindi la nascita del Comune unico di Adelfia, (dal greco Adelphos, che significa “unione fraterna”).
Vista la diversità delle origini, della storia, delle tradizioni, ad Adelfia, vi sono, due centri storici, due piazze, due cimiteri e si parlano dialetti diversi.

Montrone sorge nell’anno 982, grazie al commerciante greco Roni Sensech, che scappò da Bari sotto l’incalzare del Re Longobardo Ottone II, posizionato allora, con tre grotte e poche capanne attorno ad un torrente e ad un piccolo monte. Per questo motivo, dall'unione di Monte e Roni, il nome del fondatore, si costituì Monte-Roni, il nuovo villaggio.
Morto Roni, Monteronum passò al figlio di questi, Marco, il quale non avendo eredi, lasciò il suo amato territorio ai pastori ed ai contadini del luogo.
Più in là, nella seconda metà del XII secolo, l'allora Monteroni divenne un feudo grazie al Re Guglielmo II° il Bono, che lo donò alla famiglia Tortomanni.
Nel 1276, de Colant, luogotenente di Carlo I° d'Angiò vendette il feudo alla famiglia Sparano di Bari, che lo tenne fino alla metà del 1300. Nel 1390, divenne possesso del notabile barese Nicolò Dottula, personaggio importante per il feudo, perché lo dotò del castello con torre, oggi Palazzo Marchesale.
Nei secoli successivi, il feudo passò da una famiglia nobiliare all'altra, fino ai Marchesi Bianchi Dottula, che lo arricchirono di strutture di pubblica utilità.
Il 5 Aprile del 1799, Montrone si fece teatro di un episodio storico sanguinoso, allorquando vennero uccisi dall’esercito francese 83 cittadini.
 
Canneto invece, nasce postuma rispetto a Montrone e per diverse motivazioni. Nel 1067, il Duca di Puglia Roberto il Guiscardo scese a Bari con le sue milizie per prendere la città; i cittadini baresi, però, insieme ai Greci, si rivelarono più duri del previsto e per questo il Duca ordinò ai suoi di cercare nelle campagne circostanti il materiale necessario per costruire capanne per i suoi soldati. Uno di loro, il messinese Giosuè Galtieri, insieme ad altri compagni trovarono grandi quantità di folte canne proprio nella zona dell'attuale Canneto, ove tagliarono canne per costruire più di 200 capanne intorno alle mura di Bari. L'assedio a Bari durò quattro anni, dopo i quali, nel 1071, Roberto il Guiscardo donò in feudo a Giosuè Galtieri la zona di Cannitum, ove questi costruì il suo palazzo ed altri locali. Sposò Beatrice Curcelli di Taranto. Nella metà del XII° secolo, Canneto contava già un centinaio di abitanti.
La nipote di Galtieri, Stella Beatrice, sposò il nobile napoletano Alfonso Balbiano, ed insieme rimasero signori di Cannitum e fecero costruire il Palazzo Baronale.
Nel 1186, Stella Beatrice si ammalò gravemente, ma il giorno dopo Pasqua guarì miracolosamente. Nei secoli successivi il feudo passò da una famiglia nobiliare all’altra, fino ad arrivare ai Marchesi Nicolai, caduti in miseria, perché liberali ed invisi al Re Ferdinando di Borbone.

ARTE E CULTURA 
Le tradizioni popolari e le feste religiose ad Adelfia sono numerose e molto sentite. Sicuramente quella più spettacolare ed attesa è la festa di San Trifone (10 Novembre), Santo vestito da soldato romano, vissuto intorno al 250 d.C. e sacrificato al martirio, quando aveva solo diciotto anni. Parte delle sue reliquie sono conservate proprio a Montrone, nella Chiesa di San Nicola, motivo per cui i Montronesi sono particolarmente devoti.
Considerata la sua imponenza, richiede mesi di preparazione. I festeggiamenti iniziano il 1° Novembre e si protraggono con riti religiosi, fiera-mercato, incontri letterari e culturali, tra cui il prestigioso “Premio Letterario Nazionale Città di Adelfia” giunto alla sua XXIª edizione riservato alla poesia ed alla saggistica, oltre al Premio Nazionale di Musica e Danza.
La città accoglie migliaia di fedeli e turisti, provenienti anche da altre regioni e dall’estero. Molto caratteristica è la processione di San Trifone, cerimonia che vede in particolare la sfilata di bambini a cavallo e che sfoggiano tunica, lancia e corazza, alla maniera del Santo, mentre le loro mamme invocano la protezione sui loro piccoli. Per le vie, la festa diviene sapore e gastronomia, con l’agnello cotto alla brace ed accompagnato da sedano, formaggio e vino novello, rigorosamente prodotto con l’uva di Adelfia.
La maestosa gara nazionale di fuochi pirotecnici fa da cornice alle celebrazioni religiose e civili.

Nel rione di Canneto, il lunedì di Pasqua si celebra la Protettrice, Maria SS. della Stella, detta anche Madonna dell'Oro, poiché ragazze e donne devote donano il giorno della festa i propri gioielli per adornare la statua. A Lei inoltre, sono dedicate, la Casa della Provvidenza per anziani e la gara ciclistica più antica della Regione Puglia.
Nel giorno della vigilia dell'Immacolata Concezione, il 7 dicembre, allo spuntare della prima stella, si dà fuoco a grandi cataste di legna raccolta dai bambini nei giorni precedenti; intorno ai tradizionali falò si consumano le focaccine, accompagnate da vino novello locale;
Alla vigilia di S. Giuseppe, il 18 marzo, nei vicoli e nelle stradine si consumano i legumi cotti sul fuoco a legna e distribuiti ai presenti.
Nell’ultima domenica di luglio, sin dal 1753, anno dell’arrivo in paese delle sue ossa, si festeggia il Protettore di Canneto San Vittoriano. Il venerdì precedente, accompagnato dalla Bassa Musica di Adelfia, si porta in processione il pesce fresco e la domenica successiva si conclude con la sagra della parmigiana a del melone giallo, nello stesso luogo, testimoniato dalla presenza di una nicchia, dove le ossa del Santo, provenienti da Napoli, furono accolte dalle autorità.
Da non dimenticare:
il 13 giugno, S. Antonio, festeggiato nell’omonima cappella con distribuzione di tradizionali pani;
il 16 luglio, Madonna del Carmine;
la prima domenica di settembre, Madonna della Pietà, detta anche Madonna dell'Acqua, perché gli agricoltori montronesi invocarono, durante una stagione di siccità, l'arrivo della pioggia, ed il 13 dicembre S. Lucia, festeggiata nel borgo antico.
Festa dell’Uva e varie sagre paesane completano il quadro delle attività atte alla valorizzazione turistica e culturale del centro urbano.

I BENI CULTURALI ED ARTISTICI
Per un itinerario storico-artistico fra i beni culturali ed artistici di Adelfia, le mete consigliate sono:
- il Palazzo Marchesale, costruito nel 1396 dal feudatario Niccolò Dottula, ampliato nel 1519 dal patrizio napoletano Giambattista Galeota e decorato con affreschi di valore di pittori napoletani, rifinito nella struttura attuale dopo il 1796 dal Marchese di Montrone Luigi dei Bianchi Dottula.
- la Chiesa Santa Maria del Principio, costruita nel lontano 1086, che custodisce un affresco su pietra tufacea, raffigurante la Vergine del Principio, sorprendentemente ritrovato in una grotta, risalente alle origini di Montrone, dopo l'arrivo del greco Roni.
- la Chiesa Madre di San Nicola, dagli interni e dal soffitto solenne e dove si conserva un dipinto raffigurante San Francesco da Paola, del calabrese Mattia Preti. Fu costruita dal pubblico erario ed ultimata nel 1711; il campanile fu innalzato nel 1744;
- la Torre Normanna, costruita da Alfonso Balbiano negli anni dal 1147 al 1153, dichiarata monumento nazionale nel 1920. E’ alta 19 metri e formata da 4 piani. Serviva come base di avvistamento per eventuali attacchi stranieri. Termina in alto con un coronamento aggettante di archetti pensili su mensole;
- la Chiesa Maria SS. della Stella, costruita nel 1186 da Alfonso Balbiano, nobile napoletano, per sua moglie Stella, come voto alla Madonna per averla salvata da una grave malattia, diventato dal 1761 mausoleo dei Marchesi Nicolai;
- la Casina Don Cataldo o Casina di Monsignore, sulla strada Provinciale per Bitritto, costruita da Carlo Nicolai nel 1730, residenza di campagna, dal notevole pregio architettonico.
- la chiesa Madre dell’Immacolata Concezione, risalente al 1761-63, al cui interno vi sono le statue dei protettori di Canneto, San Vittoriano e Santa Maria della Stella ed il quadro dell’Annunciazione dell’avellinese Francesco Guarini.
- la contrada Tesoro, ove sono state rinvenute tombe e monete risalenti al VI° sec. a.C. ed un baltium del II° sec. a.C.;

I due centri storici, risanati in questi ultimi anni, sono ricchi di edicole votive. Molto particolari sono le abitazioni, con i caratteristici vignali, che richiamano la Magna Grecia.
Monumenti in ricordo dei Caduti di tutte le guerre, sono presenti sia a Montrone, a forma di stele, sia a Canneto, raffigurante il Carabiniere Vittoriano Cimmarusti, Medaglia d’Oro al Valor Militare.

GASTRONOMIA
 La cucina tipica di Adelfia si basa, come del resto quella della Puglia in generale, su piatti che risalgono alla cucina mediterranea e che si tramandano di generazione in generazione.
E’ basata essenzialmente sui prodotti che la terra offre.
Tra i piatti tradizionali: il “brodetto di Pasqua”, fatto con agnello, cipolla e pomodori; l'agnello “arracanato”, ovvero condito con uovo e pan grattato, con lampascioni e cipolle; “l'agnello alla brace”, le crocchette di patate e lampascioni, la parmigiana di melanzane, un piatto ricco e succulento fatto di melanzane fritte e sugo di pomodoro e basilico, cavatelli con cime di rapa, fave bianche con cicorielle, calzone, una sorta di pizza farcita di cipolle o di ricotta, uova e carne; anguilla in agrodolce; zucca gialla gratinata o in agrodolce; baccalà “fsciùt” condito con olive nere.
Tra i dolci: le cartellate, i mostaccioli, i calzoncelli di marmellata, le castagnelle, i marzapane, i taralli pasquali con lo “sclepp”, ì scarcedd con l’uovo sodo, i panzerottini ripieni di pasta di mandorla e ricoperti di vincotto, il torrone, accompagnati dal rosolio, liquore prodotto in casa, pasticceria e gelati a base di uva.